Questo sito web utilizza i cookies per offrire una migliore esperienza di navigazione, gestire l'autenticazione e altre funzioni.

Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento, l'utente esprime il suo consenso all’utilizzo dei cookies sul suo dispositivo. Visualizza la Privacy Policy

Approvo

Federazione Italiana Twirling<<Camminavo in strada e sentii una musica. L’interesse fu fortissimo ed entrai in quella palestra per capire quale origine aveva>>. Sembra l’inizio di una favola ed invece rappresenta il primo approccio di Salvatore Adernò, nato a Noto nel maggio del 1999 ed atleta junior di Freestyle, con il twirling. La cosa si ripetè e dopo le informazioni prese da sua madre su cosa capitava in quel luogo ecco che Salvatore, all’epoca aveva 6 anni, iniziò a familiarizzare con questo sport: <<Mi è sempre piaciuta la musica – conferma – e quindi il ballo. Con il twirling riesco ad esprimermi in entrambi i settori>>.

I primi ricordi: <<Quando iniziai ero il più piccolo. Mi presentai alle maestre, Simona Moncada e Alice Finocchiaro, e fu subito feeling. A 7 anni feci le prime gare>>. Quali sensazioni provasti?: <<Un complesso di emozioni. Contentezza per la prova eseguita ma al contempo mal di pancia per l’agitazione>>. E oggi?: <<In parte è ancora così. Crescendo si impara però a gestire meglio i momenti>>.

E il rapporto con l’attrezzo, il bastone?: <<Tutto subito non facile ma se si hanno dei bravi maestri, ed è questo il mio caso, si riesce a progredire presto anche in questo senso>>. Tanto dal fare diventare il rapporto con il bastone anche un semplice momento di svago?: <<La mia passione sportiva è il twirling – prosegue Salvatore – il mio divertimento anche. Quando non mi alleno o non studio vado in giardino e gioco con il bastone>>. Frase significativa che evoca il rapporto di molti di noi, tornando alla gioventù, con il pallone da calcio, da basket, volley o la pallina da tennis.

Similitudini e specificità: <<Il twirling è bellissimo perché ti permette di fare tante conoscenze – afferma Salvatore – ed è un miscuglio di più sport. Per chi ama ballare come il sottoscritto è perfetto>>. Bronzo nella prova individuale junior agli ultimi Europei di Heilsingborg, Adernò guarda con fiducia al futuro: <<Devo ancora decidere se proseguire in stagione con il freestyle. Per ora mi alleno ma l’obiettivo è quello di entrare nel Team Italia in ottica Mondiali 2014 e pensare poi all’Europeo individuale nel 2015>>. 

Quali sono gli atleti ai quali guardi con maggior ammirazione?: <<Federica Italia e Fabio Agaliati – risponde senza esitazioni – La prima è della mia stessa società, il secondo è il suo compagno di duo. Li ammiro perché sono più esperti di me e soprattutto riescono a conciliare studi e sport, dando vita ad un duo a distanza, cosa per nulla facile>>. Salvatore è al primo anno di Liceo (Economia Sociale) e lo frequenta a Noto. Come ti rapporti con i tuoi compagni e come ti considerano?: <<A Noto il twirling è abbastanza conosciuto anche in ragione delle esibizioni che spesso mostrano la specialità ai più. Quando faccio vedere ai miei compagni cosa sono in grado di fare con il bastone rimangono di stucco. Una delle mie maggiori soddisfazioni è quella di poter dire che anche grazie a me molti bambini si sono avvicinati a questo sport>>.

Per quante ore ti alleni nel corso della settimana?: <<In genere faccio tre sedute, ciascuna di tre ore. I miei maestri sono quelli originari, ovvero Simona Moncada e Alice Finocchiaro, nonché Rossella Italia a Massimo Scotti>>. Il sogno ancora di bambino e, in prospettiva, di grande atleta?: <<Se il twirling dovesse diventare disciplina olimpica competere nella rassegna dei Cinque Cerchi>>. Anche in questa risposta è giusto leggere affinità con i sogni di tanti altri atleti che dedicano ore ed ore a migliorarsi ed inseguire le emozioni che solo un grande evento come l’Olimpiade può dare. Magari, Salvatore, un giorno succederà! 

di Roberto Bertellino

Margherita Rocchetti<<I miei inizi con il twirling – ricorda l’oggi 20enne Margherita Rocchetti – risalgono a quando avevo 6 anni. Fu mia mamma, con un passato da majorettes, a portarmi in palestra. Immediato il mio gradimento e da allora non me ne sono più allontanata>>. Le prime gare e le prime emozioni?: <<Direi subito – prosegue Margherita – e senza provare particolari titubanze. Quando si è così piccoli l’agonismo lo si vive in modo differente, più distaccato. E’ crescendo che cambiano le sensazioni e tutto, paradossalmente, diventa più difficile, proprio con la maggior consapevolezza acquisita>>.

Margherita Rocchetti è nata a Jesi, in provincia di Ancona, terra di campioni, e sta cercando di confermare questa caratteristica anche nel suo sport. Quali fino ad ora le maggiori soddisfazioni?: <<Il titolo Europeo di Freestyle, conquistato a Torino nel 2011 e, nello stesso anno, il 2° ed il 3° posto nell’International Cup in Florida. Il bronzo nel “Solo” e l’argento nell’Artistic Twirl>>.

Quali invece gli obiettivi stagionali?: <<Tornare a far parte stabilmente della Nazionale Azzurra ed entrare nel Team Italia – risponde senza indugi l’atleta – perché entrambe le cose rappresentano il massimo per chi pratica questo sport stupendo. In tale chiave sarà importante l’appuntamento del 9 e 10 novembre prossimi a Cantalupa, con la prima selezione della Nazionale e le gare del giorno successivo. Tutto ciò nell’ottica di partecipare ai Mondiali del prossimo anno a Nottingham>>.

Iscritta al 2° anno della Facoltà di Geologia presso l’Università di Camerino, Margherita Rocchetti ha imparato negli anni a conciliare studio e sport: <<L’ho fatto praticamente da subito e non mi è mai pesato. Occorre programmarsi adeguatamente e riempire gli spazi. Mi troverei meno a mio agio se avessi del tempo libero, da usare senza far nulla. Mi sono abituata a ritmi intensi e viaggi e non mi pesa>>.

Quante volte alla settimana Margherita è impegnata negli allenamenti?: <<Attualmente due perché sono alle prese con il recupero di un infortunio alla mano occorsomi dopo gli Europei di Heilsingborg dello scorso luglio. Un infortunio che mi ha impedito di prendere parte all’International Cup di Almere datata 2013. In condizioni normali mi alleno invece 4-5 volte la settimana. La sede è il Palacarifac di Cerreto d’Esi, sempre in provincia di Ancona e abbastanza vicino a Camerino, dove studio>>. Esiste un idolo da guardare e cercare di emulare per Margherità?: <<Sì, è la statunitense Jennifer Marcus, plurititolata in tutte le specialità, ancora grande agonista se pur a 30 anni. Mi ha curato l’esercizio di “Solo” nel 2011 ed è stato per me un grande momento sotto il profilo della soddisfazione personale>>. 

Come definirebbe l’ambiente del twirling ed il rapporto con gli altri atleti?: <<Nel complesso motivante e collaborativo. E’ chiaro che quando si va in gara la rivalità diventa primaria ma deve essere sana e costruttiva>>. Cosa l’ha attirata maggiormente del twirling?: <<Il dover coniugare la parte artistica, coreografie e musiche, con quella tecnica. Ho sempre avuto una buona manualità con l’attrezzo e questo aspetto mi ha condotta a cercare miglioramenti e invenzioni>>.

Obiettivo primario nel suo sport in chiave personale?: <<Riuscire ad esprimermi al massimo e provare proprio per questo motivo appagamento e soddisfazione. Quello che mi è successo all’Europeo del 2011>>. Sono dunque trascorsi 14 anni da quando l’allora piccola Margherita, dopo un’esperienza natatoria, mosse i primi passi nel twirling con la maestra Paola de Marchi, ma il trasporto per quello che all’epoca poteva sembrare un gioco non ha fatto che crescere. Anche in questo caso il segreto del successo è racchiuso nelle immutate emozioni. 

di Roberto Bertellino

Giulia Caporgno TwirlingTorinese di nascita ma da sempre collegnese, Giulia Caporgno ha deciso all'età di 24 anni di dire basta con il twirling agonistico. Un lungo percorso, il suo, iniziato quando aveva solo tre anni: "Mia sorella Sara voleva fare ginnastica ritmica - racconta Giulia - ma a Collegno non c'erano società di settore. Così mia madre la portò a fare twirling ed io, piccolissima, le seguivo. Piangevo e non volevo più andarmene dalla palestra. Così la mia prima maestra, Antonella Carisio, usò tutta la pazienza che un umano può avere con una "peperina" com'ero allora e mi inserì con le altre. Ricordo che dai tre ai cinque anni mi "organizzavano" delle esibizioni che io credevo fossero gare, con tanto di coppe finali. Così il mio istinto agonistico - scherza Giulia - intanto si allenava!". Le prime competizioni vere, per la Caporgno, arrivarono così all'età di 6 anni, come da regolamento.

Ma così colpi tanto Giulia per farla appassionare alla disciplina?: "Fu amore a prima vista - afferma oggi senza tentennamenti - e non so nemmeno spiegare perchè". Proprio come capita negli affetti forti. Un feeling che mai ebbe termine ed ancora oggi prosegue: "Ho scelto di abbandonare l'agonismo perchè ho dato molto e ritengo di non essere più in grado di farlo, sia per i problemi fisici che ho dovuto affrontare, sia per le difficoltà legate alla gestione degli allenamenti e delle trasferte. Ripartire di qui sarebbe stata dura e sinceramente non me la sono sentita. L'ultimo Europeo, quello di Heilsingborg, non mi ha dato delle belle sensazioni ed il ricordo non è esaltante. Non avrei voluto dire la stessa cosa del prossimo mondiale. Ho invece, e mi rimarrà sempre nel cuore e nella mente, una grande immagine del mondiale di Parigi del 2012, nel quale ho centrato l'argento nel duo in tandem con Daniele Zambito".

Quali sono stati gli altri grandi momenti di carriera targati Caporgno?: "La vittoria nel campionato di serie B, da Cadetta, datata inizio 2000, quella che mi ha poi consentito, seguita dalla mia seconda maestra, Nadia Devecchi, di entrare in serie A tra le junior; il 6° posto europeo, con il free-style, nel2004, in Svizzera; l'oro continentale nel duo, a Torino 2011". Oggi Giulia è impegnata nella conclusione del proprio percorso scolastico, ovvero il conseguimento della Laurea triennale in psicologia: "Mi mancano due esami e la tesi - conferma - e in questo periodo mi sto concentrando sull'obiettivo". Senza dimenticare il twirling, che la vede già protagonista nella veste di tecnico: "Ho iniziato alcuni anni fa ad insegnare il mio sport. Ora lo sto facendo, nelle ore che prima dedicavo agli allenamenti, in alcune società piemontesi, a Chivasso, Collegno e Venaria. Cerco di trasmettere alle giovani la mia esperienza e la passione per questo sport sottolineando che non bisogna mai desistere, anche quando i momenti sono negativi. Conl'applicazione, la passione e l'allenamento, i risultati prima o poi arrivano".

Quali le maggiori difficoltà per emergere nel twirling?: "Occorre avere alla spalle una famiglia che ti sostenga, come è accaduto a me. Lo sponsor, per gli allenamenti, le gare, gli spostamenti, è infatti quasi sempre familiare". Twirling perchè: "E' una disciplina nobile - prosegue Giulia Caporgno - e aiuta a crescere. I legami che si creano durano nel tempo, anche al di fuori del campo. Ciò vale per quelli con le atlete e gli atleti, così per quelli con le allenatrici. E' la vera forza del gruppo. E' stato così con Claudia Orecchioni, mia prima compagna nel duo, con le ragazze braidesi con le quali facevo parte del Team Italia di Collegno nel 2004-2005, con Daniele Zambito, un vero e proprio fratello". Nel passato sportivo di Giulia figura anche una breve esperienza con il calcio: "Ha coperto la mia epoca "mascolina". Ho giocato 1 anno e mezzo e si trattava di un esperimento a Pianezza. Quando ho dovuto scegliere non ho esitato a farlo per il twirling. Una cosa totalmente diversa e appagante". Chiudiamo con un aneddoto: "Quando ero piccolina mi allenavo per fare un certo tipo di esercizio, poi entravo in gioco ed inventavo, modificandolo. In prospettiva la mia maestra temeva che potessi fare una cosa simile anche in gara. Ero veramente difficile da gestire!". Se però i risultati sono poi quelli conseguiti, ben venga l'estro abbinato alla caparbietà.

Roberto Bertellino

Daniele Zambito TwirlingDaniele Zambito è uno dei big per antonomasia del twirling azzurro. Torinese, classe 1988, vive a Collegno ed è tesserato per l’Evergreen, società nella quale ha iniziato a misurarsi con la disciplina all’eta di 10 anni. Come è nato il percorso?: “Facevo le elementari presso la Scuola Italo Calvino di Collegno nella quale si svolgevano corsi di twirling. Ho preso parte ad uno di questi corsi ed il feeling – ricorda – è stato immediato. Fu subito passione ed oggi la stessa non mi ha abbandonato, anzi si incrementa ogni giorno di più. E’ questo il vero segreto, mio e credo di ogni sportivo. Fare ciò che ami cercando di dare sempre il massimo”. Tanta passione, dunque, che Daniele oggi ha iniziato a trasmettere ai giovani, attraverso l’insegnamento: “Da circa un anno insegno all’Evergreen e collaboro con altre realtà di settore della zona. L’impegno è quello di trasmettere emozioni e riuscire ad abbinare il momento ludico, essenziale per attirare i ragazzi, al tecnico. Quando smetterò con l’agonismo mi vedo ancora presente nel settore nella veste di insegnante”.

Zambito è un veterano della nazionale, realtà nella quale è entrato nel lontano 2001. Come è cambiato il twirling in tutti questi anni?: “I cambiamenti ci sono stati, sia sotto il profilo tecnico che regolamentare. Occorre adattarsi ai mutamenti e farlo in fretta per rimanere al passo. Soprattutto bisogna già farlo partendo dalla base, onde evitare errori che poi sarebbero difficili da correggere proseguendo l’attività”. Quali caratteristiche deve possedere uno specialista del twirling?: “Deve essere umile, competitivo, possedere una buona scioltezza del corpo e delle articolazioni, saper interpretare bene le musiche e l’esercizio, avere un’ottima dote di manualità con l’attrezzo. Il twirling è tante cose insieme, il mix di più sport e di più arti”. Quali sono stati i momenti più esaltanti della tua carriera?: “Il titolo di vicecampione del mondo di duo ed il bronzo mondiale nella rassegna di Parigi 2012 e la vittoria del titolo continentale di duo e singolo negli Europei torinesi del 2011. Grandi soddisfazioni, indimenticabili”. E gli attuali obiettivi?: “L’immediato è quello della selezione nella Nazionale maggiore, appuntamento che mancava da moltissimo tempo. Sono pronto e motivato. Sarà un momento arricchente per tutti, di confronto e crescita per l’intero nostro movimento. Poi guardo con fiducia al Mondiale del 2014 in terra britannica, a Nottingham. La speranza è quella di far bene ed entrare nel singolo tra i sei finalisti. Eguaglierei così le miei migliori performance datate 2002 e 2008”.

Quanto ti assorbe il twirling?: “Molto – risponde con fermezza Daniele – poiché gli allenamenti sono intensi. Dalle 2 alle 5 volte alla settimana, a seconda della vicinanza di gare o meno, per 3-5 ore a seduta. Lavoro fisico e tecnico. In più devo raggiungere la sede di allenamento, in genere Cantalupa, e ciò richiede un dispendio sia intermini economici che temporali”. La nota dolente è che l’atleta, pur di alto livello, in Italia è chiamato ad investire del proprio per continuare l’attività: “Confermo, ed è per questo che dobbiamo inserire il twirling nella quotidianità lavorativa che molti di noi già svolgono”. La tua?: “Faccio il pizzaiolo nell’attività di famiglia”. Prende il nome di Pizzeria Italia in Largo Luca della Robbia a Torino, nei pressi di piazza Massaua. Invidia dunque per altri sportivi, meglio pagati e seguiti. Quando può dar fastidio il fatto di dover sempre spiegare cosa si fa?: “Indubbio che un po’ di fastidio lo crei tale aspetto. Dover sempre spiegare di cosa si sta parlando a volte è spiacevole. Investire sulla maggior visibilità del nostro sport, dei suoi protagonisti e di chi lo vive con tanta intensità penso sia la strada giusta per dare un contributo al nostro movimento”.

Ricordi la tua prima gara?: “Sinceramente no, ma le emozioni che provavo da piccolo prima di un appuntamento agonistico sono rimaste inalterate. E’ per questo che non riesco a smettere!”. Ti sei dato una scadenza agonistica?: “So di essere un esperto, ma sinceramente no. Non ci penso. Potrebbe essere dopo i prossimi mondiali o forse no. Questo nuovo corso federale mi sta dando nuove motivazioni”. I tuoi idoli agonistici?: “I big giapponesi del twirling”. Cosa invidi loro?: “Il fatto di potersi allenare integralmente senza dover pensare ad altro”. E come si riesce a rimanere al loro passo?: “Difficile ma ci si può provare ottimizzando tutto, allenandosi con la cura del dettaglio in ogni momento”. Il twirling è assorbente per Daniele Zambito, ma quali le altre passioni?: “Amo viaggiare e scoprire, nuovi posti e nuove città. Anche attraverso percorsi brevi”. Più forti le emozioni che si provano in singolo, in duo o in team?: “La prova individuale è più appagante perché risponde a quanto hai fatto e seminato per te stesso. Vincere in duo o in team è però altrettanto esaltante poiché è il risultato di un lavoro di squadra che ha richiesto molto impegno e investimento. Quando non si è soli l’affiatamento, in gara e fuori, è determinante per arrivare al risultato. Noi l’abbiamo sempre avuto”.

La pizza preferita?: “Mi piacciono tutte ma la gorgonzola e salamino è quella che ha qualcosa in più, anche nella preparazione”. Deve essere certosina, come per un perfetto testimonial del twirling.

Roberto Bertellino

L’operazione rilancio della Federazione Italiana Twirling inizia di qui. Un nuovo sito per sancire l’appartenenza ad una Federazione che guarda all’oggi e al futuro.

Il vecchio sito è ancora disponibile in attesa che tutti i contenuti vengano trasferiti ed aggiornati, qui saranno disponibili tutte le notizie aggiornate da oggi in avanti. Scusaci per eventuali disagi legati a questo passaggio epocale.

Serata particolare e da ricordare per il Team Italia di Oleggio ed altri interpreti del twirling, disciplina associata al CONI che aspira a diventare a tutti gli effetti Federale, quella di venerdì 20 settembre. A partire dalle 20 e per circa 20 minuti gli atleti si sono esibiti davanti ad una platea selezionata (la serata era riservata agli sponsor dell’evento) in occasione della 70esima edizione dell’Open d’Italia al Golf Club Torino de La Mandria a Fiano Torinese.

“Un’esperienza motivante ed arricchente – ha dichiarato la tecnica che ha accompagnato i protagonisti, Sabrina Prade – che ci ha permesso di dare una bella immagine della nostra specialità. Abbiamo dovuto limitare la difficoltà degli esercizi, essendo impegnati sul tappeto erboso e non come solitamente accade, nelle palestre. Ma tutto è andato nel migliore dei modi, per la nostra soddisfazione e quella del pubblico, nonstante l’impellente imbrunire. Gli applausi e l’attenzione ricevuti ci hanno ripagati dello sforzo. Credo sia questa la strada giusta per dare al nostro sport la visibilità che merita. E’ stato un piacere, al termine, ricevere i complimenti di tutti, e sentire l’interessamento anche del Dott. Rogato, uno dei personaggi cardine dell’organizzazione dell’Open d’Italia, che si è detto pronto a ripetere la cosa in altri appuntamenti golfistici”.

Ad esibirsi sono stati i componenti del già citato Team Italia ovvero Ketty Castellin, Melissa Bellotti, Chiara Maioli, Giorgia Leonardi, Marta Geromin, Elena Pagani, Elisa Matozzo, Ilaria Interligi. La stessa Interligi è stata protagonista dell’esibizione in singolo, al pari del collegnese Fabio Agaliati.
“L’operazione visibilità – conferma Franco Ferraresi, presidente FITW – è appena iniziata. Per uscire dai classici circuiti del twirling ritengo sia fondamentale sfruttare e cercare occasioni come la presente. La nostra è una specialità che si presta molto bene a fare da interludio ad eventi come quello che ha visto protagonista il Golf Club Torino in questo fine settimana. Cercheremo altre occasioni perchè servono anche in chiave motivazionale per i nostri ragazzi e la crescita del gruppo”.

di Roberto Bertellino

MAX_2223-sportSi è conclusa con le grandi note dell'Inno azzurro, beneaugurante in chiave Europei d'inizio luglio, programmati in Svezia, la due giorni di gare presso il Centro Sportivo di Cantalupa, nel corso della quale si sono assegnati i tricolori di categoria. In seconda giornata è toccato agli individuali, junior e senior, al Team e al Gruppo.

Per quanto concerne i singoli la vittoria è andata nella categoria junior maschile a Luca Fasano (Sangano) che ha preceduto sul podio, nell'ordine, Andrea Beluardo (Alveria Noto) ed il compagno di squadra siciliano Salvatore Adernò. Il trio ha altresì guadagnato la convocazione in nazionale per la rassegna continentale. La riserva sarà Davide Sidoti Olivo (Onda Sport), altra società isolana.

Nella categoria maggiore prime due piazze occupate rispettivamente da Daniele Zambito (Collegno) e dal compagno di squadra Fabio Agaliati, che avevano già chiuso nello stesso ordine e con i rispettivi compagni di esercizio, nel duo della giornata d'esordio. Entrambi hanno conquistato la convocazione per i prossimi Europei.

MAX_2030-sportPassiamo alle classifiche in rosa. In quella junior prima piazza per Giulia Damilano (Cherasco), seconda per Federica Bacchella (Vigevano), e terza per Chiara Salvatti (Lumezzane). La quarta convocata risponde al nome di Chiara Colafrancesco (Vellezzo Bellini), mentre la riserva a quello di Elisa Matozzo (Novate Milanese).

In quella senior primo posto per Margherita Rocchetti (Fantasy), alle cui spalle sono giunte rispettivamente Silvia Tarabbia (Santa Cristina Borgomanero) e Melissa Bellotti (Oleggio). Quarta e qualificata per l'Europeo Ilaria Interligi (Nova Milanese), mentre riserva sarà Federica Italia (Alveria Noto).

Nella rassegna di Team affermazione di Oleggio, in quella di Gruppo per il composito Sangano - Collegno. Prossimi appuntamenti i campionati di serie B a Loano. I motivi per stupirsi e appassionarsi alla specialità dunque si sussegnono con cadenza tambureggiante, al pari del volteggiare del bastone. 

Guarda la fotogallery realizzata da Massimo Pinca

Nazionale TwirlingGiornata all'insegna dei piazzamenti, almeno a livello individuale, l'ultima dell'International Cup, 7.a edizione andata in scena al Topsportcentrum di Almere (Ola), in chiave azzurra. Nella prova Junior Elite specialità Artistic Twirl ha chiuso all'8° posto Luca Fasano, portacolori della Società Sangano. Nell'Artistic Pair Senior altro ottavo posto per i portacolori della Società Collegno, Agaliati e Italia. Un tandem composto dal piemontese e dalla siciliana che tanto si impegna negli allenamenti per riuscire a rimanere al vertice. Un risultato pertanto da leggere anche in tale ottica e che non potrà che migliorare nei prossimi appuntamenti internazionali. Nell'Artistic Pair Adult, infine, decima piazza finale per il tandem formato da Favotto e Mora che ha gareggiato per la Società Santa Cristina di Novara. Mancavano ancora all'appello, per tracciare un bilancio peraltro già positivo dopo i podi del sabato, tutte le prove di Team e di Gruppo. Sono arrivati altri due bronzi, dal Team B, con Santa Cristina, e dal Gruppo B, con Sangano: "Molto alto il livello tecnico della competizione - ha commentato al termine Nadia De Vecchi - con una presenza planetaria. Basti dire che ogni nazione poteva portare tre squadre. Il Giappone, nel team Elite, lo ha fatto e si è aggiudicato i primi tre posti. I piazzamenti dei giovani sono da leggere positivamente poichè sono arrivati al termine delle qualificazioni e di prove interessanti nelle fasi conclusive. E' da considerarsi dunque un trampolino di lancio, di qui al 2015, quando l'International Cup andrà in scena in Canada. Ricordiamo poi che in questa stagione sono stati molti i problemi che i ragazzi hanno dovuto affrontare, a causa delle incertezze derivanti dal commissariamento della FITW e delle problematiche di carattere economico. Qui ad Almere, per esempio, non tutti sono potuti venire in quanto avevano già affrontato, a proprie spese, la trasferta in terra svedese per partecipare agli Europei. Una serie di concause che non ha certo favorito la prestazione". Nella penultima giornata, invece, erano arrivate 4 medaglie a livello di gare individuali e di tandem, una d'argento e quattro di bronzo. Argento di Faverato e Locatelli nell'Artistic Pair junior A; nello junior B Artistic Pair bronzo di Botte e Perucca. Bronzo, poi, per Marika Tesio nell'Artistic Twirl Adult B. Nella Junior B specialità 2 bastoni bronzo di Elena Botto. Bronzo infine di Crisante nel "Solo" Junior B. Ora un po' di vacanza e poi il pensiero e la preparazione andranno alla prossima stagione. Sarà importante sotto molti profili.

di Roberto Bertellino

Twirling Italia - Foto Massimo PincaIl cielo di Heilsingborg (Sve) si è tinto oggi di azzurro nelle gare decisive per l'assegnazione dei titoli nei Campionati Europei delle diverse specialità.

Non era facile, anche sotto il profilo psicologico, affrontare la contesa con la figura dei favoriti, al pari dei francesi, e soprattutto il compito di ripetere il ricco bottino centrato nella scorsa rassegna continentale, a Torino nel 2011. Ed invece gli azzurri hanno "tenuto botta" dimostrandosi competitivi in ogni settore. Le prime soddisfazioni sono arrivate dalle prove Junior. In quella maschile l'argento è andato al collo di Luca Fasano, il bronzo a quello di Salvatore Adernò. In quella in rosa bronzo per Chiara Salvatti. Per tutti e tre un progresso rispetto alle prime uscite in terra svedese.

Altri due argenti hanno portato la firma del duo junior, Cerruti - Fasano, secondi solo al tandem transalpino Lobet - Giorgetti, già in testa dopo la prima fase della competizione, e di quello senior, formato dai plurititolati Caporgno - Zambito, campioni uscenti. Nulla da fare per loro oggi contro il tandem francese Sellier - Pean ma prova convincente che rispetto alla prima fase ha permesso ai collegnesi di superare il tandem belga composto da Hermans e Paps.

L'individuale senior maschile è invece andato alla conclusione con la 5.a piazza di Daniele Zambito e la sesta di Fabio Agaliati. Alla fine della giornata sono arrivati altri due argenti per l’Italia, rispettivamente dalla prova di Team e di Gruppo, sempre alle spalle dei francesi. Un po’ di rammarico per il secondo, che avrebbe anche potuto essere un oro: “Peccato – hanno affermato al termine i tecnici azzurri – perché sarebbe stata la ciliegina sulla torta. In ogni caso il bilancio è più che positivo, con 6 medaglie conquistate di cui ben 4 d’argento”. Domani la nazionale tornerà a casa, e riprenderà la preparazione in vista dell’importante appuntamento dell’International Cup ad agosto.

Guarda dove praticare Twirling a Torino e dintorni

franco-ferraresi-sportorino-intervistaL'assemblea elettiva tenutasi oggi presso il Museo di Scienze Naturali di Torino, con prima convocazione alle 10,30 e seconda alle 11,30, ha sancito il cambio al vertice della Federazione Italiana Twirling, da alcuni mesi commissariata. Il nuovo numero 1 dell'organismo è il torinese Franco Ferraresi, vice-direttore settore sport e turismo della Regione Piemonte: "Una grande soddisfazione - ha affermato a caldo - giunta dopo alcuni mesi travagliati. Con oggi si apre un nuovo libro del twirling azzurro improntato alla massima trasparenza, ad un'idea nuova di comunicazione e management, nel complesso ad una traccia operativa in piena sintonia con le linee guida che il CONI sta dettando alle diverse Federazioni nazionali e Discipline Associate.

Il sottoscritto ed il nuovo Consiglio punteranno anche molto sulla valorizzazione delle squadre nazionali. Molte norme statutarie verranno rivisitate o cambiate. Un incarico che ci gratifica ed al contempo responsabilizza. Un altro dei nostri grandi obiettivi è diffondere sempre più la nostra disciplina in campo nazionale e sull'intero territorio". Ferraresi è stato eletto con 1440 voti. Folta la rappresentanza del twirling su scala nazionale, con ben 54 società sulle 60 in totale. L’Assemblea è stata presieduta dal Commissario straordinario, Avv. Marco Durante, che ha esordito spiegando quanto fatto nei quattro mesi di incarico. Parola anche a Gianfranco Porqueddu, vicepresidente della Provincia di Torino e Presidente del Coni regionale.

Questi i consiglieri eletti: Rocchetti, De Vecchi, Russo, Stefanazzi, Tibaldi, Marzorati, Nuzo. Rappresentante Tecnici: De Marchi; Rappresentanti Atleti: Veronica Palermo e Viviana Conte.La parola d’ordine sarà “far squadra” per la crescita del movimento. Emozionale e toccante il video che ha chiuso i lavori, beneaugurate per l’avventura ormai prossima degli Europei di specialità. Il primo importante appuntamento è infatti alle porte. Prende le forme dei Campionati continentali, programmati ad Heilsingborg (Sve) dal 1 al 7 luglio. Circa 30 gli azzurri chiamati a misurarsi con gli avversari. L'eredità dell'ultimo Europeo, disputato proprio a Torino nel 2011, è di molte conquiste (6 ori, 2 argenti ed un bronzo) e la volontà è quella di ripetersi. Da seguire in particolare i collegnesi Daniele Zambito e Giulia Caporgno, campioni in carica nel duo senior e vicecampioni mondiali nella stessa specialità.

Guarda dove praticare Twirling a Torino e dintorni